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tesi:suggerimenti

Regole per lo svolgimento della tesi

Questa sezione racchiude regole e suggerimenti per chi intende svolgere la sua tesi di laurea (triennale o magistrale) con me.

Prima di chiedere la tesi

Prima di chiedermi un argomento di tesi può essere una buona idea scorrere i titoli delle mie pubblicazioni, almeno per avere una vaga idea di cosa mi occupo o mi sono occupato in passato. È anche utile guardare quali corsi ho tenuto o sto tenendo; in genere, non ho difficoltà a seguire tesi su argomenti di cui mi sono occupato nella mia attività di ricerca e/o nella mia attività didattica. Sono anche interessato a seguire tesi su argomenti diversi da quelli sopra; se avete in mente un argomento specifico e volete propormelo, potete venire a ricevimento e ne parliamo.

Se siete studenti di qualcuno dei miei corsi, prima di chiedermi la tesi è bene aver già superato l'esame (se non avete alcun esame con me nel vostro piano di studi potete ignorare quanto segue). Questa non è una regola ferrea (non ancora, per lo meno), ma è evidente che evita situazioni potenzialmente imbarazzanti. Inoltre, anche se io non pongo vincoli in tal senso, è auspicabile che abbiate ottenuto un voto ragionevolmente alto nel mio esame. Infatti di solito si sceglie come relatore il docente di un corso che si è trovato interessante e in cui ci si è impegnati con buoni risultati. Non sembra una buona idea scegliere un docente di un corso il cui esame è stato superato dopo numerosi tentativi e magari anche con un voto basso.

Proporre un argomento

Se avete già in mente un argomento generico che vi piacerebbe approfondire, possiamo senz'altro parlarne per cercare qualche tema specifico su cui costruire una tesi. Ovviamente è possibile che non reputi l'argomento adeguato (ad esempio perché si tratta di un tema troppo “inflazionato”, oppure che esula totalmente dalle mie competenze o per il quale esiste un altro docente più qualificato), ma l'unico modo per saperlo è parlarne con me (può essere d'aiuto anche guardare l'elenco delle tesi di cui sono stato relatore).

Se non avete idee precise posso proporvi qualcosa io tra gli argomenti per tesi pubblicati su questo sito, oppure su argomenti diversi che potrei non avere ancora avuto il tempo di indicare.

Relatore, correlatore, controrelatore

Ogni tesi di laurea ha un relatore; il relatore è il docente che segue il vostro lavoro, autorizza (si spera…) la tesi, e presenta il contenuto durante la discussione “a porte chiuse” della commissione. Il nome del relatore compare sul frontespizio della tesi, assieme a quella del laureando.

Il correlatore è presente solo nelle tesi svolte presso aziende o enti esterni. In questo caso, il correlatore è una persona che solitamente lavora per l'azienda/ente e ha supervisionato direttamente il laureando. Il correlatore può far parte della commissione di laurea, e affianca il relatore durante la discussione interna alla commissione. Se presente, il nome del correlatore va indicato nel frontespizio della tesi.

Il controrelatore è previsto solo per le tesi magistrali. Il contrelatore è un docente del dipartimento che non è stato coinvolto in alcun modo nel lavoro di tesi, e svolge il ruolo dell'“avvocato del diavolo”: in altri termini, è una figura terza che formula un proprio giudizio sul lavoro di tesi, indipendentemente a quello del relatore. Il nome del controrelatore viene solitamente proposto al termine del lavoro di tesi dal relatore o dal presidente del CdS; non viene in alcun modo scelto dal laureando. Il nome del controrelatore non compare sul frontespizio della tesi.

Vietato copiare!

Iniziamo con una regola basilare: è assolutamente vietato copiare il contenuto della propria tesi di laurea. Questo dovrebbe essere scontato, ma apparentemente non è così; l'abbondante disponibilità di informazioni reperibili in rete costituisce una tentazione a cui è difficile resistere. È quindi opportuno chiarire che chi verrà scoperto ad aver copiato anche solo una parte della tesi, dovrà immediatamente cercarsi un altro relatore. Applicherò questa regola in modo intransigente e senza eccezioni.

Per chi ritiene che la regola di cui sopra sia eccessiva, è utile ricordare che copiare la tesi di laurea, anche in parte, costituisce reato di plagio, al punto che alcune Università hanno regole esplicite molto severe a riguardo.

Va prestata attenzione particolare anche alle figure: molti ritengono che copiare e incollare figure trovate in rete sia accettabile. In generale non è detto che lo sia: l'autore dell'immagine dovrebbe autorizzarne esplicitamente il riuso, dato che il semplice atto di rendere disponibile una immagine su web non significa autorizzarne il riutilizzo. In ogni caso, vanno sempre indicate le fonti delle immagini o figure che non sono state realizzate di persona.

Struttura generale della tesi

La tesi deve iniziare con un Sommario (indicativamente 1-2 facciate) contenente una breve descrizione del problema che verrà affrontato, come verraà affrontato e quali risultati si otterranno. La tesi deve concludersi con una sezione denominata Conclusioni, in cui si riassume il lavoro fatto e si illustrano gli eventuali sviluppi futuri.

Nel resto della tesi si possono inserire tutti i capitoli necessari a presentare gli argomenti trattati. Indicativamente, la lunghezza dei capitoli dovrebbe essere più o meno uniforme: un capitolo molto più lungo degli altri potrebbe indicare la necessità di spezzarlo o scorporarne delle parti da inserire in altri capitoli.

I capitoli possono essere divisi in sezioni, che a loro volta possono essere divisi in sottosezioni. Come regola generale, se una sezione è divisa in sottosezioni, queste ultime devono essere almeno due; in altre parole, vanno evitate sezioni contenenti una singola sottosezione, così come vanno evitati capitoli con una singola sezione.

Scrittura della tesi

Una tesi di laurea deve essere scritta in modo comprensibile e deve essere priva di errori grammaticali. Allo scopo di ottimizzare il mio e il vostro tempo, è fondamentale che ogni capitolo sia controllato con un correttore ortografico per rimuovere almeno gli errori più grossolani, e che ogni capitolo sia riletto dall'autore per verificare che tutte le frasi risultino scorrevoli. Personalmente trovo utile far passare qualche giorno dal momento in cui scrivo un documento al momento in cui lo rileggo. In questo modo rileggo il testo con gli occhi di un “estraneo” dato che nel frattempo ho dimenticato quello che avevo scritto. Ciò mi aiuta a individuare più facilmente passaggi poco chiari e frasi mal costruite. Assumo che ogni capitolo che ricevo sia nella sua versione definitiva.

"Eh, l'italiano..."

Non autorizzerò tesi di laurea scritte in maniera approssimativa, anche se questo significasse far saltare la sessione di laurea. Se non siete in grado di scrivere in modo corretto (in italiano o in inglese), scegliete un altro relatore.

No all'"effetto supercazzola"

Mi capita spesso di leggere tesi in cui si parte in quarta conconcetti tecnici che non vengono spiegati da nessuna parte. Il risultato è quello che chiamo “effetto supercazzola”.

Sebbene sia ragionevole supporre che il lettore di una tesi in informatica sia a suo agio con i concetti generali della materia, non è detto che egli sia anche esperto dello specifico argomento trattato. Quindi, tutti i concetti e i termini specifici che non risultino di uso comune devono preventivamente essere spiegati. Non è indispensabile che le spiegazioni siano molto dettagliate: per gli approfondimenti è corretto rimandare alla bibliografia; è tuttavia necessario fornire almeno una idea generale per consentire al lettore di comprendere meglio il seguito.

"Parla come mangi"

Molti si lasciano prendere la mano lanciandosi in uno stile di scrittura barocco, confuso e ampolloso, degno dei peggiori burocrati nostrani (avete mai provato a leggere il testo di una legge?). Le frasi devono essere chiare, scorrevoli e comprensibili. Non usate termini desueti come “poc'anzi” o “vieppiù”; evitate locuzioni pesanti tipo “In questa tesi andremo a presentare…” (perché non scrivere semplicemente “In questa tesi presentiamo…”?).

Altro esempio: “La prima operazione che è chiamato ad eseguire il nostro gruppo di processi è quella di…”. L'immagine del “nostro” gruppo di processi “chiamato” ad eseguire qualcosa è quantomai bizzarra. Meglio scrivere semplicemente: “La prima operazione che deve essere eseguita dal gruppo di processi è quella di…”.

Ancora: “Ad ogni processo viene quindi richiesto di elaborare una porzione del vettore” diventa “Ogni processo elabora quindi una porzione del vettore”.

Vi suggerisco di rileggere ripetutamente la vostra tesi, cercando ogni volta di capire se i concetti possono essere espressi in modo più sintetico. Quando questo non è più possibile, il vostro lavoro è terminato. Come disse Antoine de Saint-Exupéry

“La perfezione si ottiene non quando non c'é nient'altro da aggiungere, ma quando non c'è più niente da togliere”

Preferire sempre frasi dirette

In genere vanno preferite le frasi dirette a quelle contorte. Come indicato nel punto precedente, si scrive: “In questa tesi presentiamo…” oppure “In questa tesi presenteremo…” e non “In questa tesi andremo a presentare…”.

Punto, punto e virgola, due punti

E' importante usare la punteggiatura in modo adeguato. Non esiste solo la virgola! Ad esempio, questa frase:

:-( In un dataset ad alta dimensionalità non sempre tutti gli attributi hanno la stessa importanza, a seconda della realtà che il dataset descrive alcuni attributi possono essere più importanti di altri, questa distinzione non può essere catturata dagli algoritmi classici di clustering.

va riscritta come:

:-) In un dataset ad alta dimensionalità non sempre tutti gli attributi hanno la stessa importanza: a seconda della realtà che il dataset descrive, alcuni attributi possono essere più importanti di altri. Questa distinzione non può essere catturata dagli algoritmi classici di clustering.

Come altro esempio, consideriamo questa frase:

:-( L’argomento di studio si discosta leggermente dalle intenzioni dell'autore, infatti, si tratta di un’analisi e di una misurazione di più parametri legati alle reti sociali.

La virgola prima di “infatti” non è appropriata, e andrebbe sostituita con i due punti spostando “infatti” poco dopo:

:-) L’argomento di studio si discosta leggermente dalle intenzioni dell'autore: si tratta infatti di un’analisi e di una misurazione di più parametri legati alle reti sociali.

Ricordarsi che non va mai messo uno spazio prima di un simbolo di punteggiatura (punto, virgola, due punti, punto e virgola, punto esclamativo), ma va sempre messo dopo.

Un altro esempio di abuso della virgola è la frase seguente:

:-( Il processo Master esegue la funzione di lettura del file, questo viene letto riga per riga

fino a quella indicata dall'utente, inserendo nella struttura dati ogni stella presente.

Prima di “questo” si sente l'esigenza di una pausa maggiore, ad esempio prodotta da un punto e virgola:

:-) Il processo Master esegue la funzione di lettura del file; questo viene letto riga per riga

fino a quella indicata dall'utente, inserendo nella struttura dati ogni stella presente.

Ancora meglio, per evitare ripetizioni del soggetto, è rifrasare come

:-) Il processo Master esegue la funzione di lettura del file, che viene letto riga per riga

fino a quella indicata dall'utente, inserendo nella struttura dati ogni stella presente.

Uso e abuso delle note a pié pagina

In generale non è vietato usare note a pié pagina, ma queste andrebbero usate con molta parsimonia. Una nota a pié pagina interrompe il flusso del testo, con il risultato che chi legge potrebbe perdere il filo del discorso. In caso di dubbio, suggerisco di evitare completamente l'uso di note a pié pagina.

Uso e abuso della lingua inglese

In informatica si fa frequente uso di termini tecnici in lingua inglese; molti di questi termini non hanno un corrispondente italiano, e vanno quindi usati nella versione originale. In altri casi il termine italiano corrispondente esiste e va usato, allo scopo di evitare frasi improbabili che sembrano scritte da Alberto Sordi in “Un Americano a Roma”.

Una locuzione che personalmente trovo molto fastidiosa è “sequenza randomica”: perché usare il termine “randomico” quando esiste il normalissimo termine “casuale”?

Attenzione agli accenti

C'è differenza tra l'accento acuto (usato ad esempio nella parola perché) e l'accento grave (usato ad esempio nella parola cioè). Assicuratevi sempre di usare l'accento corretto; sembra una cosa di poco conto, ma vi assicuro che “perchè” (con l'accento sbagliato) salta fuori come un pugno in un occhio durante la lettura. Per chi usa LaTeX: tutte le vocali (ad eccezione della lettera “e”) vanno accentate con l'accento grave (esempio: “così”). La lettera “e” invece può richiedere l'accento grave o acuto in base alla parola.

Definire tutti i termini usati

Occorre assicurarsi che tutti i termini utilizzati nella tesi siano adeguatamente definiti (ricordarsi il punto sopra, “no all'effetto supercazzola”); si può dare per scontato che alcuni termini molto usati in ambito informatico siano già noti al lettore, e quindi non vadano definiti. Per tutti gli altri è necessario assicurarsi che vengano definiti la prima volta che sono introdotti.

Definire tutti i simboli usati

In maniera analoga, tutti i simboli e le eventuali variabili usate nella tesi vanno definiti e usati in modo consistente (ad esempio, se in un capitolo si definisce N come il numero di nodi in un grafo, va sempre usato quel nome in tutta la tesi). Se nella tesi si usano molti simboli, è utile riassumerli in una lista da inserire in appendice con il relativo significato. Questo aiuta il lettore a controllare velocementeil significato nel caso in cui se lo sia dimenticato. Anche nel caso si metta la lista in appendice, i simboli vanno sempre definiti in dettaglio nel testo la prima volta che se ne fa uso.

Figure e tabelle

Una buona tesi contiene un numero adeguato di figure e/o tabelle. Tutte le figure e le tabelle devono essere numerate e accompagnate da una didascalia; inoltre, figure e tabelle devono sempre essere citate nel testo. Il contenuto di tabelle e figure deve sempre essere descritto nel testo della tesi: la descrizione nella didascalia, da sola, non basta.

Grafici

I grafici sono tipi particolari di figure, e come tali vanno numerati e dotati di didascalia. Assicurarsi che i grafici siano leggibili anche quando vengono stampati in bianco e nero. Per rendere i grafici comprensibili evitate di sovrapporre un numero eccessivo di curve (in linea di massima suggerisco di non eccetere 3-4 curve sovrapposte sullo stesso grafico). Gli assi devono sempre essere etichettati con il nome della quantità che rappresentano. Come per le figure, i grafici vanno descritti nel testo della tesi.

I riferimenti bibliografici

Ogni tesi di laurea deve includere una bibliografia il più possibile completa e aggiornata. Gli utenti LaTeX possono sfruttare BibTeX per formattare la bibliografia in modo corretto.

La bibliografia dovrebbe elencare tutti i riferimenti (libri, articoli di riviste, pubblicazioni su atti di conferenze…) menzionati nella tesi. I riferimenti bibliografici vanno utilizzati a sostegno delle affermazioni non esplicitamente dimostrate nella tesi. Ad esempio, supponiamo di menzionare il fatto che un certo algoritmo X, già noto in letteratura, abbia un costo asintotico O(n); se non viene riportata esplicitamente la dimostrazione, è utile scrivere qualcosa come: “Il costo asintotico dell'algoritmo X è O(n) [X]”, dove [X] rappresenta il riferimento all'articolo in cui l'autore dell'algoritmo X ne calcola il costo computazionale. Tutte le affermazioni non ovvie contenute nella tesi, quando non dimostrate esplicitamente, devono essere accompagnate da un rimando bibliografico ad una fonte che le dimostri.

Nella bibliografia è importante fare sempre riferimento, ove possibile, agli articoli/libri in cui è stato introdotto per la prima volta un dato concetto o algoritmo. Ad esempio, se si vuole includere un riferimento all'algoritmo di ordinamento Quicksort, il riferimento da usare è

[1] Hoare, C. A. R. (1962). “Quicksort”. Comput. J. 5 (1): 10–16

e non un libro di algoritmi e strutture dati in cui si menziona anche Quicksort. In altre parole, la bibliografia deve dare credito agli autori che per primi hanno proposto un determinato concetto o algoritmo.

E' possibile fornire riferimenti anche a pagine Web; tuttavia, questa pratica è scoraggiata per diversi motivi: (i) le pagine Web non sono persistenti: nel momento in cui qualcuno tenterà di accedervi, la pagina potrebbe non esistere più; (ii) i siti Web non sempre sono fonti autorevoli di informazioni. Personalmente onsiglio di citare solo libri, articoli su riviste scientifiche o atti di conferenze. Segnalo che dalla rete di Ateneo è possibile accedere liberamente alle librerie digitali dei più importanti editori scientifici (ACM, IEEE, Springer, Elsevier eccetera). In questo modo gli studenti e i docenti dell'Ateneo possono recuperare la versione elettronica (in formato PDF) degli articoli di loro interesse. Si noti che molto spesso gli editori di cui sopra consentono di scaricare la citazione bibliografica già in formato BibTeX.

E' buona norma evitare di citare articoli di Wikipedia. Wikipedia è una validissima fonte di informazioni (che tutti noi consultiamo frequentemente, io per primo), ma non costituisce un riferimento sufficientemente autorevole per essere menzionato in un lavoro di tesi. Quello che consiglio di fare è di utilizzare Wikipedia per farsi rapidamente un'idea sommaria su un certo argomento, da approfondire poi riferendosi alle fonti primarie citate nei riferimenti bibliografici che sono presenti su quasi tutti gli articoli.

Correzione della tesi

In generale mi aspetto di ricevere (via mail o di persona) degli aggiornamenti periodici sullo stato di avanzamento del lavoro di tesi; in caso di difficoltà sono sempre a disposizione per fornire suggerimenti o per aiutare a risolvere eventuali difficoltà sorte durante il lavoro di tesi.

È importante tenere presente che una volta completata una stesura definitiva della tesi, ho bisogno di un po' di tempo per leggerla e segnalare le eventuali correzioni, a cui deve seguire altro tempo dedicato dal tesista all'applicazione delle correzioni. Mi aspetto quindi che la versione finale della tesi mi venga consegnata con un congruo anticipo rispetto alla scadenza per la consegna in segreteria, in modo che io abbia il tempo di correggerla e voi di applicare le correzioni. Nel caso mi venga consegnata una tesi a ridosso della scadenza non garantisco di riuscire a correggerla in tempo (in tal caso si salta alla sessione di laurea successiva, dato che non voglio il mio nome su una tesi di cui ignoro il contenuto).

Alcune letture consigliate

tesi/suggerimenti.txt · Last modified: 2017/11/17 19:40 by moreno